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LABORATORIO di RADIOPROTEZIONE

Dipartimento di Energia - Sezione Nucleare CESNEF

Politecnico di Milano

 
   
 

Rivelazioni sorgenti orfane

Nonostante le normative nazionali e internazionali prevedano un rigoroso controllo delle sorgenti radioattive basato su inventari fisici e contabili, può capitare che alcune di queste, soprattutto quelle prodotte numerosi anni fa, non risultino nelle registrazioni contabili e quindi si perda traccia di loro.

Tali sorgenti, convenzionalmente denominate sorgenti orfane costituiscono un rilevante pericolo potenziale per l’industria e la popolazione. Infatti, se non riconosciute come sorgenti radioattive, possono essere accidentalmente trattate da parte di chi viene fortuitamente in loro possesso come curiosi oggetti o come rottami metallici da riciclare presso le fonderie. Per la normativa nazionale si veda il D.Lgs. 52/2007.

Le cronache riportano numerosi incidenti provocati da sorgenti orfane in diversi paesi. Tra questi i più temibili per conseguenze economiche e sanitarie sono quelli in cui le sorgenti radioattive vengono fuse in forno negli impianti per il riciclaggio dei rottami metallici. Questi incidenti, oltre a contaminare l’impianto, costituiscono una seria minaccia per la popolazione e per l’ambiente.

Per proteggersi contro simili eventi, gli impianti fusori devono dotarsi di strumentazione radiometrica fissa a portale per il controllo del rottame metallico in ingresso, in modo da ridurre drasticamente il rischio di accidentale introduzione di sostanze radioattive nel ciclo di lavorazione. Tale sorveglianza è prevista dall’Art.157 del D.Lgs. 230/95 e s.m.i. Tuttavia anche questi sistemi di controllo non possono fornire la certezza assoluta che nel rottame non si nasconda materiale radioattivo.

Già dagli inizi degli anni novanta il Laboratorio ha iniziato lo studio delle tematiche qui descritte, acquisendo una profonda conoscenza del problema. Questa ricerca ha portato alla formulazione di diversi protocolli per la determinazione sperimentale delle prestazioni dei sistemi radiometrici a portale e alla collaborazione alla stesura della norma UNI 10897:2001 Carichi di rottami metallici - Rilevazione di radionuclidi con misure X e gamma.

Dai risultati ottenuti nei test condotti presso numerose installazioni è stato possibile ottenere informazioni fondamentali che costituiscono la base su cui è stata sviluppata una valutazione dei rischi per gli impianti fusori. Tale valutazione ha permesso infine di individuare la necessità di collocare ulteriore strumentazione in corrispondenza di fasi critiche della lavorazione e di stendere opportune procedure da attivare in caso di allarme radiometrico.

Per l’esperienza acquisita in oltre dieci anni di ricerca nel settore, oggi il Laboratorio costituisce un punto di riferimento nazionale per le problematiche legate all’esistenza di sorgenti orfane.

Riferimento:

Fabrizio Campi

e-mail:

fabrizio.campi@polimi.it

tel: 02 2399 6366 - 6356

 

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